Minor White

La fotografia rimane una cosa misteriosa. E ogni immagine è, in qualche misura, ambigua.

I grandi maestri possono essere studiati, rivisti…  E’ una affascinante storia senza fine.
Eppure, sembra che l’opera di alcuni sia concepita più di altre per sfuggire alle catalogazioni, ai ragionamenti conclusivi. Autori che mi sento di definire… trasversali, non iscrivibili a pieno titolo in qualche corrente,  autori particolarmente profondi, che non  si prestano  a letture immediate.

Uno di questi è senz’altro Minor White, uno dei maestri della storia della fotografia.

Consentitemi una proporzione grossolana: White è stato alla fotografia come Klee alla pittura.

Non è facile trovare sulla rete qualcosa di esaustivo su di lui, sulla sua poetica. Si possono raccogliere schegge qua e là,  ma condite da tanta, tanta biografia, peraltro  particolarmente interessante.  Almeno quella è oggettiva: è il pensiero che è difficile da indagare, a rischio semplificazioni o banalizzazioni.  E Minor White fa paura, in questo senso.

Inutile scrivere che è uno dei miei fotografi preferiti.  Ho inserito in questo post due immagini che mi toccano particolarmente. Non chiedetevi insistentemente cosa rappresentino.  Si può anche intuire cosa materialmente è stato ritratto, ma non vi serve poi più di tanto:  lasciate che  queste immagini svelino ciò che le parole non possono raccontare, sensazioni o tormenti interiori, lasciate che l’invisibile per un attimo emerga.

Scrive Claudio Marra nel suo interessantissimo “Fotografia e pittura nel novecento”:
“La formazione profondamente mistica di White lo ha portato ad un curioso tentativo di ibridazione tra la durezza del dato materiale ritratto…. …e una sentita necessità di  elevare in una pura dimensione spirituale l’altrimenti avvilente fisicità delle cose. Conciliazione, quella tentata da White, sicuramente estranea e distante dalle intenzioni prettamente  mondane della poetica informale, ma comunque curiosa e interessante  nei risultati.”
Il tutto  in un libro dove una sfilza di autori blasonati,  pur nel riconoscimento della loro grandezza,  vengono colti in flagrante con le mani nel vasetto del pittoricismo e del neopittorialismo.  Minor White no, lui si salva.

Da dove partire per un tour su questo avvincente fotografo?  Io propongo da questo intervento di Lucy Franco su fotocommunity. Un breve,   appassionato e appassionante racconto, con riferimenti al contesto fotografico in cui la vicenda di White si è dipanata.

E dopo ci si può sbizzarrire nel web: ogni articolo, in fondo, coglie una sfaccettatura di questo diamante.

Buona lettura.

Giuseppe

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5 pensieri su “Minor White

    • Ciao Stefano, non riesco ad aiutarti con più precisione. In biblioteca avevo trovato un volume enorme su M. White, in commercio esistono diversi libri su di lui.
      Ma più semplicemente, lasciati andare anche nella ricerca: trova le immagini su google, e da quelle risali ai siti, ad altre gallerie di immagini e così via.
      Questo autore è profondo e complesso, è interessante anche saltare di link in link, vedrai come può essere visto da diverse prospettive…
      Ciao!

      • Grazie Giuseppe, il consiglio che tu mi dai è proprio quello che sto facendo, apro i vari link e via nella selva delle sue fotografie. Sono veramente molto belle, un grande autore. L’unica fregatura che il formato proposto sui vari link è piuttosto scarsino. Continuero comunque a cercare, se dovessi trovare “materiale ” interessante vi invierò un “piccione viaggiatore”. Approfitto di questo per ringraziarti delle letture consigliate. Sono ancora al primo libro, ma vorrei riuscire a metabolizzarlo. Un saluto

  1. Anche per me sconosciuto fino a poco fa. La tua presentazione e quella che hai proposto sono state utilissime per scopreire le sue foto, ma soprattutto “l’anima dell’artista”.
    Anch’io sto saltando di link in link, ma a volte è “pericoloso” ! si scoprono troppe cose ! 😛
    altri autori, altri siti interessanti … credo che per “meditare” sulle fotografie in se, occorra almeno il formato cartaceo, se non una bella mostra “sotto mano” !
    Grazie
    Andrea

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