Quanto valete come fotografi? Fate il test!

Un link  divertente (e provocatorio), che porta ad un articolo scritto in due parti da Settimio Benedusi sul suo blog.

Non si parla delle foto o del suo lavoro. Solo “pensieri” sulla fotografia nei nostri giorni.

Da leggere durante la pausa caffè, anche distratti dall’ambiente rumoroso o dal sorriso della, o del, barista.

Consiglio di sorvolare la confessata arroganza dell’autore.

Leggete la prima parte e la seconda. E non fate raffreddare il caffè!

Poi forse vi capiterà, come a me, di pensarci.

Se avete voglia e tempo, leggete i molti commenti.

E il test? C’è, c’è…..Io sono fermo a 40 punti….

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22 pensieri su “Quanto valete come fotografi? Fate il test!

  1. ahahahhaahah….!
    L’avevo già letto a suo tempo, ma l’ho rivisto volentieri….
    Benedusi è senz’altro piacevole da leggere… e poi, un po’ perchè si è guadagnata la posizione per farlo, un po’ perchè forse va a ruota libera di carattere, tocca temi che altrove sono magari solo sfiorati, in quanto… poco diplomaticamente corretti.
    Forte soprattutto la seconda parte, dove si elencano le motivazioni. Sarebbe da pubblicare su tanti forum che si risolvono in una raccolta di sbrodolamenti di giuggiole…a comune beneficio.
    Poi, ovviamente, tutto va preso con le molle e con le dovute eccezioni. La fotografia è un mistero insondabile, e non si presta ad essere inscatolata. Ma il senso complessivo di questo sfogo ci sta tutto, soprattutto quando un oceano di luoghi comuni tira dall’altra parte. Massì.
    Grazie del link. 🙂

  2. Ooppsss…. Io sono a 30…
    Perché sto pensando di organizzare un Workshop sul seguente tema…
    “La Fotografia e l’arte di pulirsi le unghie nel bel mezzo di una tormenta” il tutto organizzato logicamente alle Tre Cime di Lavaredo 😀
    Chiedo solamente scusa a Jacopo Fo per ave preso il titolo del suo libro come esempio…..

  3. Molto d’accordo su alcuni punti, meno su altri. Una considerazione però mi viene sposntanea ( da assiduo frequentatore di forum fotografici.. Specie di uno..), se le persone si prendessero un pò meno sul serio, forse e dico forse, vedrebbero le cose sotto una luce diversa. Ormai basta poco a farci sentire tutti divi del web, un ‘mi piace’, ‘meraviglioso scatto’, ‘nitidezza e colori fantastici’ e siamo al settimo cielo, pronti a ruscare nei nostri hard disk alla ricerca del prossimo, gratificante ‘wow’!
    In questo l’autore ha ragione, il web è democratico, da una possibilitá a tutti, ma spesso, quasi mai, nessuno si pone la fatidica domanda: Perchè?

    P.S. La foto della donna nuda nella fabrica diroccata, atmosfera polverosa, il raggio di luce che filtra da un vetro rotto… Un classico!

    PP.SS. …. E la firma, quella no, fa ca….re anche me, se avete paura che ve le rubino, le fotine, non pubblicatele, che poi secondo me non state aspettando altro, che ve le rubino, per poi aprire un bel post: ‘mi hanno rubato una foto’ con tanto di leggi sul copyright linkate!

    Buona neve a tutti!

    • Sei un maledetto sovversivo vietcong destabilizzatore carbonaro………. Andresti frustato pubblicamente sulla piazza del paese per aver osato affermare certe cose!!!!!! E ti dovrebbe essere vietato l’uso della Reflex e qualsiasi altro aggeggio atto a riprendere immagini…..
      A meno che non organizzi un Workshop anche tu…. 😀

      P.S. la foto della donna nuda vale anche se non era nella fabbrica diroccata ma in una casa diroccata? Se è così celo… 🙂

      Qui nevica di brutto…

  4. D’accordo Giuseppe: tutto va preso con le molle, ma al centro di tutto, sgombrati i distinguo ed i contesti culturali e storici, resta il “pensiero”.
    I luoghi comuni, gli stereotipi che vediamo tutti i giorni sui siti di fotografia, fanno sembrare nuovo e rivoluzionario questo concetto che invece è vecchio come l’arte.

    Stepp, io sono a 40 punti, ma ieri mi hanno chiesto di tenere un workshop…..

    • 40-20=20
      Allora…. Vediamo un po’…. Non hai mai venduto foto a 1000 euri e non ti sei mai messo recensioni fasulle…..
      Quindi la donna nuda nella fabbrica ce l’hai anche tu 😀

  5. Stepp, la donna nuda nella fabbrica non ce l’ho, ma avrei voluto farla. Ho cercato di essere onesto con me stesso.
    Una foto a 1000 euro? si, ne ho vendute a decine……

  6. Ehi, con la scusa che non firmo, non fotografo ragassuole poco vestite, non faccio HDR and so on, mi sono guadagnato un 70 da Settimio.

    Che sia ora di aprire bottega??? 🙂

    Scherzi a parte, Benedusi ha ragione su un punto: siccome le foto, grazie alla tecnologia attuale, vengono comunque (con buona pace di chi, recentemente in un forum, si sentiva -ahilui- “limitato”), nessuno si domanda “perché” ha scattato e cosa ci volesse fare con la macchina. Non ci sarebbe niente di male, in questo, se poi ci si definisse per quello che si è: semplici fotoamatori, quale ad esempio io sono. Invece -e qui Benedusi ha assolutamente ragione- tutti si credono i nuovi Capa e sproloquiano o magari giudicano e parlano essendo solo, alla fine e nei migliori casi, dei buoni utilizzatori di hardware e software.

    Pace e bene.

  7. Dai, vuotiamo il sacco….

    -firmate in calce con nome cognome le vostre fotografie. Manca
    -avete nel vostro sito fotografie fatte con HDR. Manca
    -il vostro sito ha la musica. Manca 1 Celo sul secondo ma ora la tolgo!
    -avete fatto fotografie a donne nude o in intimo in una fabbrica abbandonata. Manca… Caxxo!!
    -non avete mai venduto una vostra fotografia a più di 1.000 euro. Manca… RiCaxxo
    -nel vostro portfolio avete fotografie di tramonti e/o maschere a venezia e/o gattini e/o pescatori con rughe in bianco e nero. Celo
    -possedete meno di 50 libri di fotografia. Manca (nel senso che “celo” più di 50…)
    -avete scritto sotto una vostra fotografia con quale macchina fotografica e obiettivo è stata realizzata. Celo
    -pubblicate sul vostro sito finti editoriali, con tanto di titolo, crediti vari e didascalie (gli altri non lo sanno che sono finti, voi peró sí: dai, giù un bel 10 punti!) Manca
    -se avete risposto SÍ alle nove domande precedenti e se avete tenuto o pensato di tenere un workshop perdete non 10 ma 20 punti, andando direttamente a meno 10. Manca

  8. Un senso il fotografare deve sempre averlo, anche se dietro il mirino c’è un semplice fotoamatore.

    Può anche essere un senso semplice: per esempio, una foto ricordo.

    Provate a chiedere a uno dei millemila fabbricanti di suggestioni tramontizie fuori da ogni logica e gamma dinamica (umana e strumentale): perché?
    Lo tramortirete.
    Il che potrebbe anche essere salutare.

  9. -firmate in calce con nome cognome le vostre fotografie. celo
    
-avete nel vostro sito fotografie fatte con HDR.
 celo (ma la tolgo giuro…)
    -il vostro sito ha la musica. manca
    
-avete fatto fotografie a donne nude o in intimo in una fabbrica abbandonata. celo celo 😀
    
-non avete mai venduto una vostra fotografia a più di 1.000 euro. manca (sob…)
    
-nel vostro portfolio avete fotografie di tramonti e/o maschere a venezia e/o gattini e/o pescatori con rughe in bianco e nero. celo
    
-possedete meno di 50 libri di fotografia.
 celo (ma datemi tempo eh…)
    -avete scritto sotto una vostra fotografia con quale macchina fotografica e obiettivo è stata realizzata.
 celo
    -pubblicate sul vostro sito finti editoriali, con tanto di titolo, crediti vari e didascalie (gli altri non lo sanno che sono finti, voi peró sí: dai, giù un bel 10 punti!)
 manca
    -se avete risposto SÍ alle nove domande precedenti e se avete tenuto o pensato di tenere un workshop perdete non 10 ma 20 punti, andando direttamente a meno 10. manca ma leggete sopra….

  10. Benedusi è indigesto a molti… tra questi: i pavidi, i suscettibili, e pure i pacati fotoamatori che non vedono un motivo per subire dileggi o snobismi… e che NON hanno voglia di chiedersi davvero “perchè”.

    ci sarebbe da discutere sul “perchè” di molti dei suoi scatti (che non equivale a sottostimarne il pregio) ma va osservato che S.B. centra il discorso su quanto una foto sia remunerativa, cosa che non vale per molti di noi, nei nostri intendimenti e progetti.

    @ Giuseppe, che scrive beffardo: “Provate a chiedere a uno dei millemila fabbricanti di suggestioni tramontizie fuori da ogni logica e gamma dinamica (umana e strumentale): perché? Lo tramortirete“.
    occhio Beppe a non incappare nei Ph.enomeni (Ph come Photographers) del “perchè è bella”, o perchè a-loro-piaceva-e-questo-è-l’importante, o perchè volevano catturare la bellezza della natura
    😛

  11. @ Giuseppe, che scrive beffardo: “Provate a chiedere a uno dei millemila fabbricanti di suggestioni tramontizie fuori da ogni logica e gamma dinamica (umana e strumentale): perché? Lo tramortirete“. Io una risposta l’avrei, cattivella, la dico? ‘perchè devono mettere alla frusta i 14 ev dell’ultimo ritrovato tecnlogico fine di mondo e dimostrare che voi, poveri sfigati, con la vostra reflex con l’af a carbonella e il sensore con i mpix che si contano sulle dita di (una) due mani, non ci potrete mai arrivare…. Va bè l’ho detta. 😀

  12. Pare che questa discussione ne abbia stimolato un’altra su un’altro forum… se non altro è servita a “smuovere le acque” che, su questi temi, stagnavano alquanto. Vedo che più o meno tutti state partecipando. E siamo già alla seconda parte… Nonostante Settimio in persona vi partecipi e abbia per ben due volte puntualizzato il suo pensiero, si continua a deviare il discorso in infiniti rivoli che disperdono il senso della questione. Mi permetto di riassumerla.

    1. PROGETTUALITÀ’, cioè di PRE-VISUALIZZARE ciò che si andrà a fare.
    2. la padronanza della tecnica serve solo a finalizzare il punto 1
    3. una singola foto non dice nulla, perchè non può dire nulla, al di la delle emozioni che può suscitare in chi la scattata e in chi la guarda. Un servizio (aka una serie di foto) raccontano molto di più, sempre se inserite nel contesto del punto1

    Tutto questo può piacere o meno ma è esattamente il messaggio che Settimio, che ha indicato anche degli esempi, voleva veicolare con la sua provocazione.

    • La tua sintesi mi sembra corretta. Aggiungerei, a cappello di tutti i punti, la necessità di dare una risposta alla domanda “perchè hai fatto quella fotografia?”
      Non bisogna poi confondere progettualità con preparazione logistica o pianificazione. Benedusi sostiene che c’è progettualità anche nelle istantanee di HCB.
      Il discorso sulla singola foto che non dice nulla credo vada interpretato come ricerca di creare un portfolio (o una sua sezione) in cui le immagini abbiano, sul piano stilistico ed espressivo, una loro coerenza, un filo conduttore, non necessariamente gli stessi soggetti o temi.

      • Credo tu abbia centrato perfettamente.
        La progettualità va intesa in senso ampio.
        E oggi si fanno invece due errori: uno è quello di intendere con questa parola la pianificazione, come giustamente hai scritto tu.
        L’altro, pure dannoso, è quello di considerare una stretta progettualità quale conditio sine qua non per considerare ammissibile un lavoro.
        La fotografia è difficile da giudicare (e ricordiamo che rimane un mistero), per cui – pur comprensibilmente – l’addetto ai lavori pone dei punti fermi sul suo taccuino… quali studi umanistici ha compiuto l’autore? Quali esperienze fotografiche ha attraversato? Dove ha esposto, come è stato considerato fino ad oggi? Fino ad arrivare al.. quale progetto presenta?
        Un progetto chiaro, spiegato, percepibile, culturale, originale. Magari (sob) conforme ad un certo anticonformismo.
        Queste caratteristiche, se messe sempre e comunque su un altare, costituiscono un’altra trappola.
        Per questo non possiamo dimenticare a casa l’apertura e lo stupore davanti ad ogni opera-serie di opere, consapevoli di ciò che è stato creato e metabolizzato fino a lì, ma pronti a cogliere – chissà – un filo sottile che sfugge a catalogazioni troppo frettolose. Un filo forse sottilissimo…

  13. Se proprio devo essere sincero alcune delle affermazioni di Benedusi mi sembrano di una banalita’ disarmante e alcune anche manifestamente non vere; il fotometro pero’ mi e’ piaciuto veramente molto.

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