Todd Hido, sospensioni.

Todd Hido, sospensioni.

Una delle mie più grandi influenze in campo fotografico è sicuramente Todd Hido.
Americano, classe 1968, dice di ”fotografare come un reporter ma stampare come un pittore”.
E’ per me un pilastro importante, sia per quanto ha svolto in ambito urbano, fotografando villette ed appartamenti del territorio americano, sia per i ritratti, capaci a mio parere di una forte componente emotiva, di una forte tensione pur nella loro semplicità (almeno apparente).

Ecco qui il suo sito (attenzione: è necessaria l’ultima versione di flash player per visualizzarlo).
Trovo estremamente interessante sia la modalità di creazione dello stesso e di visualizzazione delle immagini (Che richiama alla mente quello che mi colpì del sito di Tatge, che è già stato protagonista di un mio pensiero qualche tempo fa) sia per il contenuto.
In particolare, trovo estremamente interessanti le due serie nate nella sezione  ”homes at night”.
Abitazioni ove il contatto umano con lo spettatore è sempre presente (ad eccezione di un solo scatto, a voi la ”ricerca”) ed è rappresentato da una illuminazione interna alle abitazioni.
Qualcuno è presente, qualcuno sta vivendo dentro a quelle case: chi è? cosa fa?
Sono domande che io mi sono posto guardando alcune sue stampe, guardando anche il suo sito. E sono domande che si è posto lo stesso osservatore: per chi mastica l’inglese (e per chi, come me, ha qualche problemino) ecco una interessante intervista.

Cosa mi colpisce delle sue fotografie?
Non è facile dirlo: potrei tentare dicendovi che, secondo me, l’aria diventa palpabile.
Si percepisce quasi la gravità, in senso astratto, di questi luoghi.

E’ uno strano mix tra una dimensione onirica, irreale, fantasiosa ed una dimensione invece cruda, realista, pratica.
Credo che la forza della sua fotografia stia tutta in questa ambiguità, negli spazi tra gli elementi urbani tagliati duramente, quasi ricomposti a suo volere.
Un interessante ”concetto” espresso da Todd in un suo workshop, è stato quello relativo al trascinamento emotivo: è necessario essere implicati in modo emotivo con quello che si sta fotografando, farsi trascinare, creare e desiderare un punto di contatto perchè questo poi possa essere percepito dallo spettatore.
Non basta avere un concetto da esprimere, in sostanza, ma è necessario spingersi oltre.

Vi lascio quindi con questi due Link, sperando che  il lavoro di questo fotografo possa suscitare le stesse senzazioni che suscita in me.

Fabrizio.

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2 pensieri su “Todd Hido, sospensioni.

  1. Sono stato sempre attratto dal modo di fotografare di Todd Hido.
    Dopo avere visto il suo lavoro “A Road Divided” ho iniziato a vedere la fotografia paesaggistica sotto un altro aspetto, per me un autore fondamentale.
    Grazie per la segnalazione.

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