Neil e l’erosione

 

Neil e l’erosione

Quello che vorrei presentarvi oggi è un lavoro portato avanti da un professore e fotografo inglese di nome Neil inerente alla zona della Holderness coast.
Si tratta, come leggiamo nella presentazione del progetto, della costa maggiormente soggetta ad erosione di tutta l’europa.

Il lavoro qui proposto mi ha affascinato tantissimo: è possibile percepire chiaramente la sensibilità di Neil come autore e narratore di quanto avviene, senza però dimenticare un piano estetico ben solido e preciso, che troviamo anche negli altri proggetti del sito.

Per chi volesse saperne di più su Neil, ecco qui il sito.

Del suo lavoro mi piace il metodo scelto per raccontare una determinata storia.
Abbiamo una prima didascalia dove spiega un determinato avvenimento e poi una raccolta, estremamente visiva e gradevole di immagini tutte molto moderne senza risultare mai pacchiane o esagerate.
C’è come ho già scritto molta sensibilità, non c’è quella ricerca del ”wow” nel pubblico spesso ritrovata in altri fotografi.

In queste immagini, secondo me, è possibile percepire il senso di gravità che ci permette di mantenerci ancorati al suolo, si percepisce l’aria attorno agli oggetti.
Ecco, potrei forse dire che l’aria, l’impalpabile siano importanti in queste immagini tanto quanto quello che possiamo vedere e percepire in un primo momento.

Annunci

7 pensieri su “Neil e l’erosione

  1. Il minimalismo di alcuni paesaggi è davvero stupendo (per i miei gusti). Invidio chi ha la capacità di fare foto così “vuote” eppure molto gradevoli e comunicative

  2. Visto e piaciuto. Quel che mi sorprende è che qualitativamente molte foto singole sono probabilmente foto che ciascuno di noi avrebbe potuto scattare; ma è il filo conduttore, la sequenza, e la presentazione, che a mio avviso fanno la differenza.
    Compreso l’equilibrio già sottolineato, ossia nessuna foto gridata.
    Grazie per la segnalazione
    Giuseppe

  3. Lui l’avevo già visto qualche tempo fa, mi impressionò proprio per la coerenza che permea tutti i lavori. A riprova che selezione ed intenzione sono fontamenteli per ripulire ed organizzare il modo in cui le foto sono percepite. Immagino le stesse foto “mischiate” su Flickr, sia tra loro che con altre non selezionate e vedo come la bellezza del lavoro di Neil sarebbe distrutta in un attimo.

  4. … e senza ripetere quanto avete scritto, una piccola nota: la sezione blog del sito di questo fotografo riporta tanti di quei link… ho trovato le foto di un progetto di Guido Guidi, diversi autori di sapore Ghirriano, magazine di cultura fotografica… ce n’è per tutti. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...