Ultime schegge di una storia infinita

La famosa foto del miliziano di Robert Capa, che ha diviso tout le monde intorno alla domanda “è vera? è finta?” torna alla ribalta in queste settimane grazie al rinvenimento di una registrazione audio,  nella quale il fotografo racconta com’è andata.

Ogni colpo di mestolo in questa storia fa emergere diverse  posizioni sulla fotografia di reportage, anzi spesso sulla fotografia tout court.

E così troviamo Ferdinando Scianna che in questo intervento così si esprime:
“….mi irritano i tanti che dicono: ma che importa che la foto sia vera o falsa? La cosa importante è che sia diventata un’icona del ventesimo secolo.  Ecco, questi vogliono demolire l’idea di fondo che io ho della fotografia, e difendere questa idea mi preme di più della difesa dell’immagine di Robert Capa.”

Dall’altro canto, leggiamo su Il fotografo del mese di dicembre (si trova in edicola)  una lunga disamina – anche estetica –  di Sandro Iovine (qui un’anteprima della pagina su facebook):
“ Non ci interessa dare seguito alla diatriba in questo spazio,  in quanto siamo convinti che il valore di questo scatto non consista nell’essere il macabro documento degli ultimi istanti di vita di un uomo. Pensiamo invece che la sua importanza risieda nell’essere diventato un’icona della guerra civile di Spagna…”    “…per molti la più bella immagine di guerra…”   “…nelle letture più comuni…..  in questa fotografia si riconoscono i valori del miliziano che muore, da eroe, cercando di conquistare un futuro di libertà luminosa (lo spazio occupato prevalentemente dal cielo nei due terzi del fotogramma di fronte all’uomo). L’uomo muore, ma non è sconfitto. “

E nella registrazione, Robert Capa  spiega di aver semplicemente alzato il braccio dalla trincea, durante il fuoco incrociato, e scattato a caso.

Gli ingredienti ci sono tutti:  verità, finzione, casualità.  Sono argomenti che abbiamo già sfiorato, anche se in altri contesti, in “dove va Paolo Pellegrin” e ”An American Girl in Italy”: parafrasi di una fotografia.”

Buone riflessioni.

Giuseppe Pagano

Annunci

3 pensieri su “Ultime schegge di una storia infinita

  1. Un dibattito che non finirà mai. Casualmente si possono portare scatti brutti, spesso, belli alle volte, ma col colpo di fortuna anche immagini che rimarranno nella storia. E vi rimarranno per la loro forza, probabilmente, documentaristica. Di arte non si può mai parlare se il contributo é frutto del caso, non si può prescindere dalla totalità della produzione di un autore. Io poi personalmente non sono attratto dalla fotografia documentaristica, proprio perché spesso scatti bellissimi sono frutto di ottimo occhio e del fatto di essere molto presenti in una scena, ma altrimenti sono pochi gli autori che forniscono, nell’ambito della fotografia cosiddetta di reportage un contributo interpretativo tale da ergerli dall mera posizione di reporter a quella di artista. Potrei andare avanti per delle ore. In ogni caso grazie per i soli interessanti spunti, ciao
    Giuseppe

  2. Grazie per l’articolato commento, Giuseppe.
    In effetti mi sono limitato a riportare quanto trovato perché – se di solito mi sento piccolo piccolo di fronte al mistero fotografico e alla levatura degli autori – puoi immaginare nel caso se ne mettano nel piatto gli argomenti principali.
    Se vogliamo andare sullo spicciolo, una eventuale scoperta della messinscena in questa fotografia mi disturberebbe, icona o non icona. Il fatto che sia stata scattata con l’aiuto del caso invece non mi crea problemi.
    Il caso fa parte indissolubilmente del fotografico. Se da una parte abbiamo pensatori che lo considerano il motore principale o addirittura l’unico, dall’altra una schiera di autori ne riconosce comunque un ruolo importante, che va assecondato, cavalcato, selezionato, respinto, modificato. La fotografia – anche quella d’arte – più che costruzione è riconoscimento, e il caso che si cerca di buttare fuori dalla porta nell’intento di non sminuire l’autorialità dell’opera rientra da 1000 finestre.
    Grazie ancora, ciao!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...