La memoria fotografica

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Avete voglia di una serata in casa a guardare un bel film? Allora vi consiglio Shooting the past (Gran Bretagna, 1999), uno sceneggiato televisivo prodotto per la BBC che racconta la storia di una collezione di dieci milioni di fotografie ed i tentativi dei dipendenti che per anni l’hanno curata di impedirne la dispersione. Gli antagonisti sono, inevitabilmente, i manager dell’avida corporation americana che ha acquistato l’edificio in cui la collezione é conservata, i quali hanno tutta l’intenzione di liberarsi dell’ingombrantissimo e oneroso archivio per far posto ad una business school.

Lo sceneggiato é interessante perché le fotografie hanno un ruolo primario nella storia: c’é innanzitutto la dimensione fisica delle stampe fotografiche, con la difficoltá di trovare una nuova casa per quella mole infinita di foto; la necessità di catalogazione e l’impossibilità di navigare in un archivio fotografico senza un indice o l’aiuto di chi lo conosce a memoria (“Voi siete informatizzati, vero?” domanda l’americano; “Lei pensa che abbiamo computers, qui? Ci vorrebbero anni per mettere tutto questo catalogo online. E’ tutto qui.” risponde l’archivista capo, toccandosi la tempia con l’indice). Poi il tema del valore di quelle foto: valgono solo “i Man Ray e le altre”, cioé le poche foto che possono spuntare un buon prezzo se cedute singolarmente e che gli americani vorrebbero vendere immediatamente per fare cassa (mentre tutto il resto sarebbe stato smembrato e venduto in lotti al miglior offerente o – orrore!! – distrutto) oppure la collezione nella sua interezza in quanto archivio di immagini che raffigura ogni tipo di attivitá umana e copre tutto il ‘900?

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In mezzo a tutto questo, fotografie ovunque, bellissime, nei corridoi, sui tavoli, appese, incorniciate, foto famose, foto mai viste, che vengono inquadrate continuamente e a volte prendono il sopravvento sulla narrazione principale per raccontare altre storie: il fascino delle fotografie, che i dipendenti inglesi ben conoscono perché per anni non hanno fatto altro che guardare fotografie ogni giorno per tutto il giorno e che gli americani comprenderanno dopo che avranno guardato anche loro.

Ma l’ipotesi più avvincente é che da una collezione fotografica, sufficientemente vasta e generalista, sia possibile ricavare a posteriori informazioni sul passato, ricostruire storie vere che erano state dimenticate, addirittura rivelando dettagli sconosciuti sulla storia personale di singoli individui. Da qui l’importanza di conservare la collezione nella sua interezza, comprese “tutte quelle facciate di negozi”, e non solo i Man Ray. E’ così che l’archivista capo, dotato di una memoria visiva prodigiosa, riesce a rivelare una parte della storia familiare del manager americano che non era nota nemmeno a quest’ultimo. Manco a dirlo, quello é il colpo finale per vincere ogni resistenza e guadagnare il tempo necessario per salvare la collezione.

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Non so se é stato doppiato in italiano; Amazon.co.uk vende una versione in DVD in inglese con sottotitoli;  altrimenti lo trovate tutto intero in lingua originale ai link sotto riportati e potete aggiungere i sottotitoli in italiano seguendo le istruzioni che trovate in un commento qui sotto, il tutto senza muovervi dalla vostra poltrona:

Part 1

Part 2

Part 3

Per chi non ha dimestichezza con l’inglese e con i file .src, consiglio di vedere almeno due scene, che risultano comprensibili anche senza seguire il dialogo.

La prima si trova nella Parte 1, dal minuto 25:50; qui gli americani sono appena arrivati a Londra, aspettandosi di trovare i locali già sgomberi, come da istruzioni inviate nei mesi precedenti; invece, l’archivista capo ha risposto a quelle lettere ma senza dire nulla agli altri dipendenti né alla direttrice e senza fare niente, attuando un bizzarro piano di resistenza passiva agli ordini ricevuti. Gli americani sono rimasti esterrefatti dal trovare i locali ancora pieni fino al soffitto di milioni di fotografie mentre si aspettavano di trovarli vuoti e pronti per iniziare i lavori di ristrutturazione; la direttrice é rimasta altrettanto frastornata dall’apprendere che la biblioteca é stata chiusa. Non sapendo cos’altro fare, ma non essendo intenzionata a cedere senza aver combattuto, insiste che vedano la collezione.

La seconda, che si trova nella Parte 2, dal minuto 32:05; la direttrice, usando la forza delle immagini, ha insinuato nel manager americano il dubbio che tutte quelle fotografie abbiano un valore reale che va oltre il prezzo di mercato e che la collezione vada preservata nella sua interezza; purtroppo l’azienda americana si occupa di tutt’altro e non puó farsi carico dei costi di gestione dell’archivio; il manager puó solo concedere una settimana per trovare un compratore. Allora la direttrice prova a vendere la collezione ad un’agenzia pubblicitaria, con un “pitch” che risulta convincente; purtroppo un accordo di vendita non viene raggiunto perché solo il 7% della collezione é composto di foto a colori, troppo poco per farne un uso pubblicitario.

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Alla fine, la collezione viene salvata, vendendola in blocco ad una societá americana, la stessa cosa che é successa nella realtà all’Hulton Archive, da cui provengono le oltre 14.000 fotografie usate sul set. L’Hulton Archive é stato acquistato nel 1996 da Getty Images, così come svariati altri archivi fotografici rilevati da agenzie, archivi personali di singoli fotografi, editori. Le immagini – lastre, negativi o stampe – sono state digitalizzate (e si, ci sono voluti anni) e ora i diritti sono commercializzati tramite la piattaforma www.gettyimages.com. Getty Images possiede un archivio di circa 80 milioni di immagini.

Spero avrete modo di vedere Shooting the past; e non dite che ve l’ho già raccontato tutto, nel film c’é molto di più. E poi le foto non ve le posso raccontare, le dovete vedere.

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2 pensieri su “La memoria fotografica

  1. I SOTTOTITOLI:

    ringraziando Lorenza per questo avvincente argomento penso di fare cosa gradita e lecita nel segnalare che i sottotitoli in italiano per ciascuna delle tre puntate di questa serie sono disponibili al seguente indirizzo:
    http://subsfactory.it/subtitle/index.php?&direction=0&order=nom&directory=Serie%20UK/Shooting%20The%20Past

    Le tracce dei sottotitoli hanno estensione .src
    Per usufruirne occorre:
    1. salvare questi file .src in una cartella
    2. effettuare il download e salvare nella medesima cartella i video proposti da Lorenza (per es. con MacTubes o jDownloader)
    3. rinominare i file di ciascuna accoppiata video e sottotitoli con lo stesso identico nome (salvo ovviamente l’estensione)
    4. lanciare il filmato con un lettore (tipo VLC) attivando i sottotitoli

    ciao!

  2. Con i suggerimenti di Alberto sono finalmente riuscito a vedere le tre puntate. Tutto molto bello: dialoghi (anche se tradotti), regia, ambientazione, attori. Finalmente un giusto ritmo alla narrazione, senza l’ansia “moderna” di risultare lenta. Estremamente affascinante e suggestivo il ruolo dato alla fotografia che diventa la protagonista di una storia che pure presenta molteplici spunti. Alcune scene con centinaia di fotografie (bellissime!) appese e riposte un po’ ovunque saranno difficili da dimenticare.
    Grazie per la segnalazione!
    .

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