Una fuga continua.

All’inizio  dal forum nazional popolare dove valangate di like celebrano  il nulla.  Dal workshop dove si impara a dominare l’ora blu, verde e gialla.  O  dalla rivista dove il guru di turno, articolo dopo articolo, instilla i suoi gusti (e i suoi limiti).
Sgusciare da queste trappole  è relativamente facile:   ma possiamo  incorrere nell’ ingenua illusione di esserci  liberati una volta per tutte.

Perché,  in realtà, chi ci ha strappato da un circolo vizioso  può indurci  a sua volta in una gabbia mentale, anche se dotta e sofisticata:  e più elevato  è il suo spessore,  più subdolo può essere il condizionamento, come una sabbia mobile che  ci  fagocita,  lenta e inesorabile.

La fotografia rimane fortunatamente un mistero insondabile, e il libro del critico in vista (o alternativo) rimane solo  un mattone  di un  muro in perenne costruzione;  la lettura portfolio dell’autore qualificato  è  un parere  che può anche incastrarci immotivatamente in un solco di soddisfazione o mortificazione.  E così pure  il boss del circolo fotografico,  o il blog che martella tutti i giorni e fa tendenza.

Queste cautele negli approcci e nelle frequentazioni  ovviamente non ci devono portare ad un piatto relativismo e impedire di costruire  un auspicabile  castello di ragionamenti,  consolidare un personale sentire,  sposare  tratti filosofici e perfino – nel caso –dogmi autoriali.  Ma tutto ciò non ci esime da un continuo sforzo di riflessione,  pronti anche a demolire alcuni pezzi del nostro interminabile puzzle per ricominciare.
Perché la libertà, l’apertura, lo spessore non si riescono  a  conquistare:  sono  una tensione.

E allora l’interrogarci, il passare da un saggio ad un altro, il cercare di scorgere schegge di verità anche in chi  – secondo il trend del momento – è buttato fuori fra i reietti non può che diventare il modus vivendi  fotografico  che ci consente di  trovare in noi limiti e bassezze, ma anche di capire, godere,  stupirci… rialzarci.

Ecco il link di oggi,  una  esternazione a ruota libera ( fra lo sfogo polemico, la confessione personale e  la condivisione di riflessioni) di Efrem Raimondi:  “la fotografia non esiste”.   Con la sua  coda di contributi,  gira intorno ad un concetto a me caro:  l’autenticità.
Buona lettura.

Giuseppe Pagano

Annunci

2 pensieri su “Una fuga continua.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...