Claudio Marra: Fotografia e arti visive.

Un volumetto snello, che si legge quasi d’un fiato, l’ultimissima produzione  di uno degli scrittori italiani più noti in materia di fotografia,  autore di saggi che ho già definito indispensabili nella biblioteca dell’appassionato.

La seconda di copertina recita: “ Il volume propone un confronto aperto tra la fotografia e le diverse modalità espressive che hanno caratterizzato le arti visive nel Novecento…”  “Vengono così discusse alcune questioni fondamentali per la cultura fotografica contemporanea…”

Chi ha già letto gli altri libri di Marra potrebbe chiedersi – domanda pratica ma legittima –  fino a che punto  “Fotografia e arti visive” non ricalchi le tesi già esposte in passato, segnatamente nell’interessantissimo “Fotografia e pittura nel novecento”. Ovviamente le portanti del suo pensiero rimangono le medesime,  e non potrebbe che essere così:  sappiamo bene come il cardine di tanti suoi ragionamenti rimanga solidamente l’epifania Duchampiana,  e anche questo saggio non fa (non può fare) eccezione.

Però il confronto si estende al di là della pittura,  e coglie nuove, brillanti  sfaccettature dell’irriducibile mistero fotografico.

Lo stile rimane quello che conosciamo: testo scorrevole e leggibile, lucide analisi che vanno al nocciolo delle questioni,  spesso “oltre”  le conclusioni affrettate o superficiali di altri addetti ai lavori.  Marra “non le manda  dire”  e non si maschera dietro relativismi di comodo per concludere le chiacchierate senza tema di smentite.  Scende in trincea, bacchetta chi sostiene che la fotografia non è arte, o confuta le tesi di un Fontcuberta che proclama la deindicizzazione della fotografia ad opera della rivoluzione digitale.

Nei primi capitoli si affrontano questioni basilari: lo specifico fotografico e la sua difesa autarchica e ad oltranza,  le modalità di rappresentazione e presentazione,  la parabola dal moderno al contemporaneo,  l’origine del fotografico, i new media e il linguaggio fotografico….

Conscio dell’eterogeneità del nostro pubblico mi permetto una precisazione superflua ai più: non si tratta di temi oziosi,  men che meno per il fotoamatore.  Sono le fondamenta per costruire (o trovare) un senso al proprio fare fotografia, per evitare un giorno di svegliarsi e scoprire di aver inconsapevolmente scimmiottato per anni qualche corrente a buon mercato o aver impropriamente adottato qualche dogma autoriale.
Niente di meglio quindi di un momento di approfondimento  che a fronte di tante considerazioni laterali sulla fotografia vada a sondarne il senso.

Cerco di incuriosirvi con i titoli di alcuni capitoli:

“La fotografia come metafora dell’arte contemporanea”
“In bilico tra modernità e contemporaneità”
“Dalla fotografia al cinema: l’asse Kandinskij/Kracauer”
“Origini post-datate del fotografico”
“Dal cinema alla fotografia: l’asse Pirandello/Sander
“Reazionarietà estetica dei discorsi sul digitale”

Da leggere.

Giuseppe Pagano

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2 pensieri su “Claudio Marra: Fotografia e arti visive.

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