Fotografia: insegnamento e visione

Alzi la mano chi ha sognato almeno una volta nella vita, l’iscrizione ad una prestigiosa scuola di fotografia. Io, da autodidatta si, timidamente, dall’ultimo banco quello degli asini alzo la manina e la muovo poco poco, sperando di non essere notato. Questo pensiero è sorto spontaneo quando, nella mia seconda casa, ovvero presso il reparto Fotografia di una nota libreria Milanese, scopro un volume dal titolo: The Photographer’s Playbook, sottotitolo: 307 Assignments and Ideas.

Ai due autori, Jason Fulford e Gregory Halpern viene chiesto un contributo relativo all’insegnamento della fotografia per Exposure, Society for Photographic Education Journal e nasce l’idea di suoni legati ad immagini. Preparano una registrazione che gli studenti possano ascoltare per poter ispirare loro a scattare fotografie. L’esperimento funziona ed allargano il progetto chiedendo contributi ad altri colleghi, Queste idee, assignments appunto, sono infine raccolte in un volume per un totale di 307 compiti a casa.

Ma e’ possibile insegnare Fotografia oppure apprenderla leggendo un libro? Insegnare la tecnica (Fotografica ) laddove si concentra ad operazioni scientifiche e quindi ripetibili è si possibile, ma la visione (Fotografica )?

Scrive il Treccani in merito all’ Insegnamento: 1) L’attività e l’ufficio dell’insegnare, in quanto abbia un metodo, una continuità e un oggetto ben definito (arte, mestiere, materia scolastica, disciplina scientifica, ecc.). 2) Ciò che viene insegnato (indipendentemente dalla capacità o volontà di apprendere), anche in modo occasionale e per lo più con riguardo all’educazione morale, spirituale; quindi spesso sinonimo di precetto, ammaestramento, anche tratto da cose astratte, dai fatti della vita.

Mi hanno particolarmente attratto i termini “precetto” ed “ammaestramento” riferiti ad un altro passaggio, quello della “capacità o volontà di apprendere“. Come si può comandare, vietare oppure forzare l’esecuzione nel processo della visione che è un processo personale e soggettivo?

Il rischio insito in questo libro è quello di ripetere i compiti, copiare gli Assignments di volta in volta, rischio alto e la presenza nel volume di nomi autorevoli ed importanti della Fotografia mondiale non lo attenua di certo.

Le grandi visioni fotografiche sono spesso rese tali da ciò che non si vede nello scatto.

Quindi, pagina 15,  Assignment di Roger Ballen: “Girate i vostri occhi fino a guardare all’interno della vostra testa, scattate una fotografia di quello che vedete.”

Il libro è in Inglese, buona lettura.

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