I racconti di Alex Webb

Del libro “On street photography and the poetic image”, di Alex Webb e sua moglie Rebecca Norris (acquistabile qui in edizione italiana) avevo letto alcune recensioni che lo presentavano come un manuale per una buona street photography, cosa che costituiva ragione sufficiente per non acquistarlo (e non in ossequio al mantra tanto di moda che la street non esista ma per semplice diffidenza verso i manualetti che se vi fosse un dito che indica la Luna ti indurrebbero al più a saper mettere bene a fuoco il dito).

La “street” di Alex Webb però é di quelle che non si risolvono in un sorriso buffo e dal fotografo mi aspettavo qualcosa di più, e oltre. A questo aggiungiamo che le note sintetiche lette in giro a proposito del libro sono sempre le medesime, ricopiate dal sito A a B a C da chi evidentemente il libro non lo ha neppure sfogliato – fateci caso, é spesso così… sicchè l’ho comprato.
Ora lasciate che vi proponga una recensione negativa data da un acquirente sul sito amazon.com:

Hate to say this, but a big disappointment
June 26, 2014
Webb and Norris Webb are brilliant photographers, so it pains me to criticize their book, but you should know what you’re getting into here. “The Poetic Image” is an apparently random — sometimes almost slapdash — collection of photos, musings and anecdotes. It’s unhelpful for students. What I hoped the photographers would do is show one of their beautiful and distinctive images and write: “OK. There I was in Port-au-Prince. I had an assignment to cover X. I chose this scene because of Y. I made Z number of exposures and I liked this one the best because the boy turned to me and smiled.” Etc. Instead Webb and Norris Webb ruminate and pontificate, at times in “poetic” terms, in a way that might be interesting to hardcore fans but does not deliver on the book’s promise of being a “workshop” in print. […] 

Ecco, non so se chi vi scrive possa aspirare al titolo di hardcore fan ma insomma queste che avete letto sono ESATTAMENTE le ragioni per cui ve lo suggerisco.
Il libro raccoglie pensieri dei due autori da cui si é pur liberi di trarre suggerimenti alla visione e a certa pratica – che poi a dirla tutta in questo libro che fa parte di una collana “Workshop” Webb il tentativo di suggerire lo fa – ma l’essenza é in quei piccoli racconti asciutti, in quelle storie brevi illustrate che si poggiano anche su ottime foto di altri fotografi.

E’ un libro da avere, di Webb?
Direi di no se non si è ancora fatto tesoro della sua antologia La sofferenza della luce, che raccoglie grandi allegorie questa volta in silenzio, spessi strati di colore pesante da cui emerge come ogni volta da un enigma o da un labirinto la vita umana, fuggevole nella sua complicatezza e rallentata per noi, strada o non strada.
Preziosa l’analisi che fa Geoff Dyer del lavoro di questo fotografo, che potete leggere nella postfazione di questo volume e della quale trovate un assaggio QUI.

Alberto Baffa

webb

Annunci

6 pensieri su “I racconti di Alex Webb

  1. Alberto, quel libro l’ho comprato appena è uscita l’edizione in lingua inglese; ho conosciuto personalmente Alex Webb e Rebecca Norris perché ho partecipato ad un workshop con loro e speravo di ritrovare un po’ del loro spirito in quel libro, ed in effetti è stato cosi. Entrambi sono persone di estrema onestà professionale e di grandissima esperienza e dedizione; Webb poi, a mio parere, è uno di quelli che stanno una spanna sopra gli altri.
    Non c’è bisogno di dire che non hanno formulette da insegnare, che il tipo di esperienza che possono trasmettere è fatta di allusioni, di metafore e di esempi, oltre che di esperienza pratica; vederli editare insieme un portfolio non è cosa che si possa spiegare a parole, bisogna vederlo fare; in questo senso, non mi aspettavo che il libro potesse dare conto dell’intera esperienza. Pero’ il libro è interessante, a patto che uno non si aspetti un manuale. Peraltro, alla fine di lunghe sessioni di discussione e di editing su svariate serie di fotografie, mi ha chiesto se era riuscito a rispondere a qualcuna delle mie domande; io gli ho risposto che in realtà mi aveva fatto venire ancora piu dubbi, ma che supponevo fosse così che funziona. Lui si è messo a ridere. C’è chi lo chiama “ruminate and pontificate”; il fatto è che non c’è altra maniera per imparare certe cose.

  2. Grazie Lorenza, è un prezioso riscontro il tuo! Mi auguro sia uno spunto di riflessione per chi cerca un corso o workshop inseguendo promesse e certezze… e magari per chi pensa di proporne. Ciao.

  3. Come non essere d’accordo con te Lorenza!
    Confesso che ho provato in passato a capire se vi siano “regole” o “formulette”. Non ci sono.
    Forse l’unica cosa che si può imparare, a parte quello che è scritto nel manuale della macchina fotografica, è come gestire “la situazione intorno alla fotografia”.
    Per il resto ho la sensazione che sia esperienza.

  4. Ciao Pacher!
    interpreto la tua come una tirata di orecchie, e la accetto 🙂
    In molti luoghi – non penso evidentemente alle grandi città – difficilmente i negozi di libri coprono questi titoli e il ricorso agli acquisti on line diventa l`unica scappatoia.
    Nel segnalare un libro e proponendoci di lasciare un link di facile accesso è facile passare per amazon, ibs, e pochi altri.
    Massima libertà a voi su dove acquistare!

    p.s. i volumi oggetto di questa mini-recensione li ho presi da Thalia, se ti può confortare…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...