Ma questa è arte?

Questo poteva farlo mio figlio di tre anni, e lo faceva pure meglio!!!

Ma cos’è, una tela tutta nera?

Un foto storta e sfocata? E cosa vorrebbe dire?

E chi lo dice poi che questa è arte? Con che autorità i critici e le gallerie lo stabiliscono?

Quattro milioni e trecentomila dollari per una foto deprimente della riva di un fiume????? E’ solo un gioco di interessi economici!!!

Queste considerazioni si ripetono con puntualità disarmante dagli albori del modernismo. Ai suoi critici, Picasso rispondeva: “il cubismo non è differente da ogni altra scuola di pittura. Tutte hanno in comune gli stessi principi e gli stessi elementi. Il fatto che per lungo tempo il cubismo non sia stato capito e che anche oggi ci siano persone che non riescono a vederci niente, é irrilevante. Io non leggo l’inglese, e un libro in inglese non vuol dire nulla per me. Questo non significa che la lingua inglese non esista e, dal momento che non ne so nulla, a chi dovrei dare la colpa del fatto che non la capisco, se non a me stesso?”.

A chiunque volesse trovare delle risposte un po’ più informate, evitando di condannarsi al qualunquismo, consiglio questo libro di Mary Acton, edito da Einaudi nella traduzione italiana: Guardare l’arte contemporanea (insieme al libro gemello, Guardare un quadro). In un linguaggio molto semplice e piano, l’autrice ripercorre l’evoluzione artistica dell’ultimo secolo e mezzo dal modernismo al postmodernismo, illustrando le idee che stanno dietro ai vari movimenti e le influenze che le esperienze precedenti hanno avuto sulle nuove sperimentazioni artistiche, con uno sguardo ampio che include anche la fotografia.

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E se poi la lettura dovesse incuriosirvi e voleste saperne di più, l’edizione inglese di questo libro è adottata come testo di riferimento del corso Learning to look at modern art offerto dal Department for Continuing Education dell’Università di Oxford; e dal momento che è giusto che la conoscenza sia il più possibile accessibile, questa benemerita università offre il corso in modalità online, il che vuol dire che chiunque, purché abbia dimestichezza con l’inglese, può partecipare comodamente da casa sua, nei tempi e nei modi che preferisce. La prossima edizione inizia il 20 gennaio 2016.

E se ad un certo punto scoprite che la cosa davvero vi appassiona, l’Università di Oxford offre un intero corso undergraduate per la maggior parte online, che consente di conseguire il Certificate of Higher Education in storia dell’arte. Learning to look at modern art è uno dei moduli del programma.

L’arte contemporanea spesso lascia perplessi; e l’evoluzione più recente ci fa capire che un certo grado di conoscenza è necessario per poter comprendere come mai l’arte tenda sempre di più a confondersi con la vita reale (é di settimana scorsa l’accoltellamento – vero – avvenuto durante Art Basel Miami Beach, al quale inizialmente nessuno dei visitatori ha reagito perché tutti erano convinti che si trattasse di una performance), per capire cosa questo significhi e per distinguere quello che nonostante tutto porta un vero significato da quello che è solo derivativo, o il prodotto della finanziarizzazione dell’arte.

Su quest’ultimo tema vi segnalo il volume di Pierluigi Panza, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità finanziaria, Guerini.

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5 pensieri su “Ma questa è arte?

  1. Grazie.
    Io ce l’avrei qualche idea per definire l’opera (d’arte, o di comunicazione visuale): la corrispondenza tra intento e risultato. La tecnica. Il percorso creativo (tenendo presente che la creatività sarà 5% di inventiva e 95% di duro lavoro). La capacità di creare qualcosa di nuovo.
    Poi, da qualche parte, ci sarà anche il mercato. Ed i critici d’arte. Ed i mercanti d’arte.
    Ma solo dopo.

  2. a mio parere Luca, la “corrispondenza tra intento e risultato” non è una condizione formalmente necessaria (in verità lo è, ma pensa a quanto diceva quel sornione di Winogrand) ma sopratutto non è neppur lontanamente sufficiente per sfociare nell’arte… se lo sia per una comunicazione visuale, se ne può discutere. ciao!

  3. Be’ Alberto, se consideriamo tutte le combinazioni possibili, c’è n’è di possibile varietà.
    Winogrand. Cosa in particolare? “I photograph things to see how they look photographed”?
    Oltretutto non sottovaluterei “il tacito intento” che secondo me è fondamentale.
    Se poi il buon Garry sia un artista, magari chiediamo al buon Beppe. Sono sicuro che ha un’idea in proposito.

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