I match fotografici di AFIP: Backhaus vs Galimberti

L’AFIP, Associazione Fotografi Professionisti, ha organizzato una serie di incontri videoregistrati  contrapponendo fotografi di estrazione diversa: Gianni Berengo Gardin e Francesco Cito, Jacopo Benassi e Giovanni Gastel, Oliviero Toscani da solo contro i suoi “nemici” pubblicitari.
Molto interessante, anche rispetto al dibattito che si svolge su Pensierifotografici ed intorno ad esso, il confronto tra Maria Vittoria Backhaus e Maurizio Galimberti su fotografia commerciale e fotografia artistica. L’interessante conversazione, moderata da Giovanni Gastel, spazia dalla fotografia come arte al fotografo (autodefinito?) artista, all’artista come produttore di arte ovvero come produttore di concetti artistici realizzati da altri.  Si discute del fotografo-commerciale, di artista-commerciale, della diffusione dell’opera del fotografo-artista rispetto al fotografo-commerciale. Riflessioni sulla dimensione quantitativa in termini di numero di copie, la produzione artistica del fotografo ed il ruolo del gallerista nella “conservazione” o nella “innovazione” nella produzione artistica.

Che la fotografia sia artistica o “funzionale” – che risponda cioè ad una esigenza concreta – essa può essere comunque collocata lungo un continuum. Probabilmente nessuna fotografia rinuncia del tutto alla propria dimensione estetica.  E’ veramente necessario capire dove una specifica fotografia si colloca? Dove la colloca l’autore e dove l’osservatore?

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2 pensieri su “I match fotografici di AFIP: Backhaus vs Galimberti

  1. Il contesto può modificare persino il senso di una fotografia.
    Classificare a priori o delineare recinti può quindi essere mortificante, ma viviamo in un mondo reale, fatto di gallerie, giornali e tutto il resto: da qualche parte ‘sta foto va appiccicata.
    In qualche maniera, imperfettamente.
    Il dibattito fotografico si nutre anche di questo, per fortuna.
    Interessante e piacevole video, grazie!

  2. Già. Noi umani dobbiamo “collocare” ciò che ci circonda per co-ordinarlo ai sistemi che ci appartengono o ci sono familiari. Ma lo stesso Roland Barthes ci dice che la fotografia si sottrae alla classificazione, che non è classificabile. Ma noi non resistiamo …

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