Come onde silenziose

Spesso una fotografia è come una foglia posata con grazia sull’acqua: al tocco sprigiona piccole onde concentriche che si allargano, si allontanano e si perdono.
Poi lentamente la foglia, spinta da chissà cosa,  arriva su un’altra sponda dove qualcuno, con la stessa gentilezza, la raccoglie. E allo stacco, ecco le piccole onde che si riproducono.

Perché tutto questo accada, il laghetto deve essere calmo.  Se è agitato, se ci sta sguazzando dentro qualcuno, le ondine non si possono osservare.  Né al momento della posa, dove al massimo si può sbattere una manata sull’acqua con violenza se si vuole produrre qualcosa di visibile, e nemmeno all’arrivo, dove increspature ben più ampie e rumorose coprono il resto.

Quindi: silenzio all’origine, silenzio a destinazione.

A questo punto, autori o fruitori, tanto vale scegliersi gli specchi d’acqua più tranquilli, lasciando ad altri i cavalloni, dove si perderebbero le onde più discrete.

Il silenzio dell’osservatore equivale ad apertura mentale, possibilismo, disposizione a rivedere gli schemi.

Nella fotografia qui riportata vedete due libri di un artista.

ell

Quello a destra è un libro fotografico.  Sfogliandolo mi sono chiesto quale successo avrebbero avuto quelle immagini in un carrozzone di fotografia urlata, se le sue onde sottili sarebbero arrivate.  Specialmente quelle prodotte dalle fotografie meno spettacolari. Forse sarebbero state “saltate” nell’indifferenza.
Il libro a sinistra consente di approfondire un po’ pensiero e opere dell’autore, che peraltro  si occupava solo marginalmente di fotografia. Certo consente di inquadrare meglio le sue immagini, di non “saltarle”.

Silenzio vuol dire anche fermarsi prima di sorvolare con sufficienza fotografie che ingabbieremmo velocemente, e in basso, nella nostra consolidata griglia di valutazione. Vuol dire dedicare del tempo alla informazione e comprensione.

Qui ci addentriamo nel solito groviglio insondabile:  è necessario conoscere a fondo un autore sottile per apprezzarlo?  Quanto tempo dobbiamo dedicargli?  La fotografia ha bisogno di una spiegazione, di background visuale, di predisposizione ?

Non ho risposte, forse quella giusta è: dipende.

Ma di una cosa sono sicuro: che sia necessario questo silenzio fisico e mentale. Altrimenti l’ondina non parte, il contatto non si stabilisce. E al di là di tutti i ragionamenti sulle doti innate e sul buon gusto, il silenzio è un atteggiamento trasversale, a cui possono accedere tutti coloro che lo desiderano.  Abbandonare fretta e supponenza, portandosi su rive calme,  presuppone solo volontà.

E di un’altra cosa non mi pento, dopo qualche anno su questo blog: di aver scritto,  sempre nel mio piccolo, di virtù e peccati, senza però indicare i peccatori.
Più ci si capisce qualcosa, più si fa fatica a giudicare. E’ quasi paradossale.

In una contemporaneità che esalta chi si tuffa a bomba, un passo indietro, quindi, alla ricerca di tranquilli laghetti, dove un mondo di ondine aspetta di essere scoperto. E dove rimettere mano alle proprie coordinate.

Giuseppe Pagano

Advertisements

2 pensieri su “Come onde silenziose

  1. Caro Amico … posso dire così? tu non sei solo uno scrittore , sei un poeta.
    Ritaglierò come cosa preziosa questo articolo per farne buon uso e al momento opportuno. Virgolettato “Giuseppe Pagano”.
    Ciao
    Buon Natale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...