Le testimonianze di Kapuscinski

Un articolo di Paolo Rumiz oggi a pag. 27 de La Repubblica ci ricorda che sono dieci anni da quando ci ha lasciati il grande Ryszard Kapuscinski.

Questa segnalazione vale come proposta di lettura dei suoi lucidissimi reportage verso quanti non avessero avuto ancora la ventura di conoscerli.

Mi limito a un link generico QUI, visto che peraltro Autoritratto di un reporter, i celeberrimi Imperium ed Ebano e altri sono acquistabili in una qualunque buona libreria cittadina (e con maggior piacere).

Molte pagine e poche foto, sebbene K. fosse anche un fotografo; non penso tuttavia che sia in contraddizione con l’idea portante di questo blog.
Se è vero che la personale maturazione nella fotografia di un ritratto o di un paesaggio – intesa come attività ma pure come conoscenza consapevole – passa necessariamente per lo studio dei pittori di molti secoli e di chi della luce di un paesaggio o su una figura umana ha anche solo scritto, è ugualmente vero che chi coltiva passione per la fotografia umanista difficilmente dovrebbe rinunciare alla lettura di K.

E anzi: “La realtà che racconta sono tante inquadrature, incorniciate da osservazioni e notizie raccolte di prima mano o frutto di numerose letture. Ordinava il caos dei fatti in una sequenza di illuminanti scatti, spesso apparentemente secondari
(da questo bel ricordo per mano del saggista Cataluccio: http://www.doppiozero.com/materiali/ricordi/kapuscinski-e-io)

Alberto Baffa

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