Il vento

Sono ritornato sul luogo del delitto, dopo un anno.  Ho lasciato decantare – per quanto possibile – tutte le sensazioni legate al progetto concluso Giacometti, e mi sono riavvicinato al villaggio di Stampa come si va a trovare un amico con cui  si è condiviso un  intenso ma lontano tratto di vita.

Il villaggio mi è sembrato cristallizzato, muto, quasi una vecchia fotografia.
Certo, quando si conclude un lavoro si è prosciugati. Si è dato tutto, si è svuotati.

Ma questa giustificazione non mi basta.
Sono sicuro che lì, un anno fa, soffiasse un vento.  Credo addirittura soffiasse per me.
Comunque, ero lì, e stava a me  raccogliere quanto avesse da offrire.

Oggi il vento è cessato.

La tensione, l’idea-forza nascosta in quei luoghi si è scaricata, mi ha usato quale tramite.

Una bella sensazione.

 

Questa è una foto che ho scattato nell’adiacente  villaggio di Bondo, colpito duramente da una colata franosa.
Le case di questa frazione,  prima nel verde, sembrano ora galleggiare in balia del pietrame,  trasportate lentamente chissà dove.

Chissà se questa valle – e a chi – tornerà a parlare.

 

Giuseppe Pagano

 

 

 

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2 pensieri su “Il vento

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